“Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni
altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: "No, non voglio vedere la televisione!" Alza la voce, se no non ti sentono: "Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!" Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: "Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!" O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace. (Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore)â€





. l'angolo dei blog
abbandonati ::


Giuconda
Kaplan


. cover photo ::
Lady Anne Pope
Robert Peake (1551-1619)
LADY ANNE POPE
Tate Collection



dal 10 marzo 2003
assenze ingiustificate
escluse


giovedì, 20 dicembre 2007

* LASCIAMOCI COSì ::

Con degli auguri un po' speciali rubati in una cartoleria del centro durante il frettoloso giro dei regali dell'ultimo minuto.

meglio di niente, no?

[La foto non è niente di che ma rende l'idea. Purtroppo non c'era la sezione "auguri controvoglia"]



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categorie: sciopping, la città utilitaristica

martedì, 30 ottobre 2007

È GIÀ NATALE ::
Magari no, ma Sem* pensa già ai regali, all'albero, agli addobbi natalizi (come la pallina di vetrotuttocolorato a forma di Ganesh a 39 euro alle casse natalizie della Rinascente). Anche Milano pensa già al Natale e monta le luminarie in corso Venezia, mentre i negozi di casalinghi tirano fuori l'offerta "compra tre regali ne paghi due".

Intanto, sul balcone, un grillo trova rifugio dalla pioggia sulla zucca di Halloween.

un grillo non fa primavera

[sì, la zucca è la stessa che l'anno scorso era qui]



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categorie: sciopping, la città utilitaristica, sem racconta i fatti suoi

giovedì, 27 settembre 2007

* INTERVALLO NOIOSO ::
Ma d'altra parte qui a Milano oggi, come ieri, piove che diolamanda! 


Rientro e chiudo la finestra.
Mi portano il lume e mi danno la buona notte.
E la mia voce allegra dà la buona notte.
Magari la mia vita fosse sempre questo:
il giorno peno di sole, o addolcito dalla pioggia,
o tempestoso come se finisse il mondo,
la sera mite e la gente che passa
guarda con interesse dalla finestra,
l'ultimo sguardo amico alla quiete delle piante,
e poi , chiusa la finestra, il lume acceso,
senza leggere niente, senza pensare a niente, senza neanche dormire,
sentire la vita scorrere in me come un fiume nel suo letto.
E fuori un grande silenzio, come un dio che dorme.

[da Il guardiano di greggi, poesie di Alberto Caeiro. Che per chi non lo sapesse è Pessoa]

 



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categorie: la città utilitaristica

venerdì, 18 maggio 2007

* RITORNI ::


I corvi hanno mangiato tutte le fragole sul balcone!

[Si torna sempre per dire qualcosa di memorabile, no? E vi pare normale che a Milano ci siano i corvi? Per la cronaca - non se ne volesse male nessuno - l'immagine è di Nicoletta Ceccoli]



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categorie: la città utilitaristica

mercoledì, 13 dicembre 2006

* DIFFERENZE NATALIZIE ::
Là Roma

Qui Milano

[Se credete che il vostro alberello sia triste confrontatelo con la magritudine di quello in piazza del Duomo, vi sembrerà una foresta]



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categorie: la città utilitaristica

venerdì, 22 settembre 2006

* SE A=B C È B PERCHÉ D? ::

Salta meno agli occhi il santino pettinato di Tiziana Maiolo, assessoreanonsoche, o l'incipit senza senso alla sua nota sull'apertura della settimana della moda?

"Se è vero quanto dice Oscar Wilde, che l’unica realtà è l’arte, Milano è sicuramente città d’arte, perché è fashion".

 

 



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categorie: la città utilitaristica

martedì, 02 maggio 2006

* LA BELLA STAGIONE ::
A Milano stamattina non c'è il sole e l'asfalto è bagnato. Sem* ieri, di ritorno da una scampagnata in cui le mamme parlavano dei loro bambini e lei guardava con questi la spadanellaroccia, si è fermata a fare due compere per il giardino. Un sacchetto di terra, due vasi a forma di stivaletto per la pioggia (nella foto), un geraneo rampicante, una pianta perenne con dei fiorellini rosa sciapo, un vasetto di alloro, oltre alle piante grasse rubate ieri nel giardino degli ospiti. Oggi doveva essere una bella giornata, Sem* sarebbe uscita sul balcone, avrebbe preso paletta e rastrellino e avrebbe messo in ordine nei vasi. Invece, no: a Milano piove!
[Se abitate a Milano, ma anche a Firenze, Napoli, Capri -o dove vi pare- e avete bisogno di stendere i panni sul balcone fate un salto qui per sapere se vi conviene investire i vostri soldi in una lavasciuga come ha fatto Sem* appena arivata nella città utilitaristica]



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categorie: la città utilitaristica

mercoledì, 12 aprile 2006

* LA CITTÀ VANDALIZZATA ::
Pensavamo di averla scampata e che, dopo le elezioni politiche, i muri della città sarebbero tornati a respirare almeno per qualche giorno. I luoghi deputati alle affissioni erano stati presi d’assalto solo negli ultimi giorni, mentre gli attacchini abusivi si erano dati da fare coprendo i manifesti pubblicitari di biancheria e compagnie aeree. Ieri, mentre i manifesti elettorali delle passate elezioni politiche sono stati prontamente coperti dai manifesti del Comune che segnalano l’abusività dell’affisione, la città viene nuovamente presa d’assalto da cartelloni elettorali selvaggi. Questa volta è il turno di quelli dei candidati alle comunali. Il premio dell’invadenza va ad Ambrogio Crespi, candidato con i Liberaldemocratici-Socialisti che, per segnalare un suo comizio, alla presenza del suo sostenitore, Bobo Craxi, ha sparso migliaia di cartelloni con la sua faccia per le strade della città. Su per i Bastioni di Porta Venezia i suoi manifesti arrivano a superare persino il quarto piano del palazzo antistante. La tecnica era stata già usata dai sostenitori della Mussolini che mesi fa avevano preso d’assalto i pali della luce della città. Si prendono due manifesti, appositamente stampati su un supporto più rigido della normale carta usata per le affissioni, li si spilla tra loro intorno ad un palo. Spinti verso l’alto dai tubi successivi, i manifesti possono arrivare a coprire tutta l’altezza del palo ed essere così visibili anche da molto lontano. Non contento poi, Crespi ha occupato anche tutti gli spazi disponibili sui supporti messi ah hoc per la cartellonistica elettorale. Dopo Crespi, il premio per la tempistività va a un altro imbrattatore candidato alle comunali. Sui suoi manifesti bianchi con una pennellata rossa al centro c’è scritto solo “bla bla bla†e l’indirizzo di un sito, in cui Angelo Manenti, dell’Ulivo, promette di portare con se in consiglio comunale cinque dei “commentatori†più lodevoli del suo forum on line. La politica in questo modo si trasforma in gioco da ragazzi, tra affissioni, assalto urbano e facili promesse, più facili del solito.
[Qui ci andrebbe la solita foto scattata col nochiaseimilaerrotti. Forse poi. Sem*, comunque, torna domenica. Dopo i tre giorni di rito]



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categorie: la città utilitaristica, il grande circo

martedì, 11 aprile 2006

* LEGGE SCELBA ::
Seppie alla Perfida Albione, risotto in Camicia Nera, crespelle di donna Rachele, arrosto del Kaiser e dolce del giovane balilla. Per chiudere in bellezza: digestivo barcollo ma non mollo.
È il menù Dux, quello delle grandi occasioni (come l’anniversario della marcia su Roma) del Ristorante Paradiso, in zona Fiera-Accursio, a Milano. Angelo Lentini, il propritario, ha 48 anni e, nel 2004, è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Acquila Romana. Anche lui, come il busto in bronzo di Mussolini all’ingresso, incute un certo timore.
All’ingresso una porta blindata con il metal detector, come quelle delle banche. Chissà perché!
In via Lazzaro Palazzi, la trattoria di Oscar, un altro luogo culto per i nostalgici del fascismo ha tolto ogni vessillo alle pareti e ha persino finito il buon vino “neroâ€. Dice che, dopo i fatti di corso Buenos Aires, e una molotov davanti al’entrata –di cui ancora si vedono i segni- gli hanno consigliato di essere più cauto.
Angelo Lentini, non ha paura: «Dipende da come lo si gestisce un posto, qui è tranquillo, se uno si espone io parlo ma altrimenti si viene qui a mangiare come in qualsiasi altro ristorante». Salvo che alle pareti onorificenze, foto d’epoca e cimeli facciano bella mostra di se. La collezione è cresciuta con la sua gestione e ai clienti sembrano piacere molto i souvenir del ristorante: portachiavi con l’effigie del Duce, calendari che ripercorrono la vita e le gesta di Mussolini, gagliardetti e persino tazze da caffè da portare a casa come ricordo del tempo che fu. Qui anche il vino ha l’etichetta nera: ci sono il Nero di Predappio e il Nero del Camerata con le loro frasi commemorative. Il ristorante era già -come dire?- fascista dalla prima gestione, di un parente da cui Lentini dice di averlo ereditato. «Uno ha la fede nel Milan o nell’Inter, io nel Duce, ma ne parlo senza strapotere. Qui vengono calciatori e politici, una clientela d’elite». Ma non c’è mai qualcuno che, entrato per caso, non si aspettava di trovarsi in un posto simile? «I più mi conoscono. Ma se viene qualcuno per la prima volta e non lo sapeva scambiamo qualche parola. Dipende dalla persona», salvo, poi, forse, non tornare più. Difficile immaginare un gruppetto di universitari seduti ai tavoli mentre discutono della riforma scolastica o la coppietta al primo appuntamento. Eppure il ristorante, che nel suo menù di tutti i giorni propone piatti tipici della tradizione mediterranea, ospita spesso pranzi per compleanni, battesimi e comunioni. Nelle foto, insieme ai festeggiati, non mancherà di spuntare qualche ritratto d’epoca che, come i cimeli alle pareti, sono difficili da nascondere. E chissà che i piccoli e ignari festeggiati un giorno non si chiedano: ma quanto tempo fa governava questo tizio nelle foto?
[La legge, di cui al titolo, è qui]



domenica, 09 aprile 2006

* METTI UNA SERA A CENA ::
Sem* avrebbe potuto comprarlo a 20 euri in ZonaTortona piuttosto che a 30 da Salvatore + Marie in via Vigevano, ma poi ha pensato che non avrebbe potuto certo servirlo a tavola ad amicieparentibacchettoni.
[Nella foto lo stampino monoporzione per budino di questi qua]




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categorie: nuda ai fornelli, la città utilitaristica

giovedì, 06 aprile 2006

* FUORISALONE ANCH'IO ::
In Galleria Vittorio Emanuele, c’è quest’installazione qui. La foto, pur bellissima, non rende l’idea di com’è fatta. Tutt'intorno a XXX from Milano ci sono mattonelle di ceramica e le lettere sono in alcuni pezzi alte alte e in alcune basse altezza panchina. Ieri sulla m di from c’era seduta una scolaresca, sulla o di Milano, invece, si erano appoggiati due ragazzi che se la ridevano mentre riprendevano col telefonino tutti quelli che inciampavano sul rivestimento che proteggeva le maioliche dell’ottagono, coglioni del toro compresi.


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categorie: la città utilitaristica

giovedì, 06 aprile 2006

* SEM* CAMBIA ARGOMENTO ::
Numeri e numeri fa -ma forse non così tanti- Edoardo Camurri, su Vanity Fair, parlava di un albergo tedesco non meglio identificato, che aveva deciso di calcolare i prezzi delle stanze in base al peso dei clienti. A Milano c'è un motel che fa pagare la stanza in base alla somma delle età di chi la chiede. Un euro per anno di età. Per cui se lui ha 40 anni e lei 20, la stanza costerà meno che se lei ne avesse 38. Un buon motivo per scegliere partner giovani.
[Affascinata dall'ampia scelta in città di motel -pare affollatissimi soprattutto nella pausapranzo- Sem* segnala agli avventori anche ilCharlie e il K. Si consiglia di prenotare in anticipo. Sempre per sentito dire, ovvio]




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categorie: la città utilitaristica, sesso e contorni

martedì, 04 aprile 2006

* FATTI DUE CONTI ::
A proposito di ICI, pare che se fosse applicata l'abolizione promessa, stando al Bilancio del Comune di Milano l'amministrazione locale perderebbe pulitipuliti 400 milioni di euro oggi investiti in asili nido comunali, scuole materne malfunzionanti ma in piedi, ecceteraeccetera.


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categorie: la città utilitaristica

martedì, 04 aprile 2006

* GAP TECNOLOGICI ::
Ieri Sem* ha visto per strada una delle cosegiganti di Ikea. Una sedia, di quelle da ufficio, alta almeno almeno tre metri, no, forse anche quattro. Era in motorino, ma ha accostato, tirato fuori dalla tasca il videofoninoasoli19euri e ha fatto una foto.
Ancora in motorino, più in là, ha visto un vecchietto in bicicletta che teneva sotto al braccio una scala di almeno almeno cinque metri. Cose che Sem* inciampa pure se cià la borsa a tracolla!
Sem* avrebbe voluto mostrarvi anche quest'altra fotomirabilia, fatta mentre il semaforo era rosso e il vecchietto equilibrista la superava, ma il nochiaseimilaerotti non comunica con il mac! Per questo, quindi, dovrete aspettare. 


updated version


 



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categorie: la città utilitaristica

martedì, 21 marzo 2006

* CONFONDIAMOCI PURE LE IDEE ::

Dopo il signor Bocon che chiede: «Non votate per me ma per le mie ricette pronte» e Nuvenia che suggerisce di votare il cambiamento senza dare, però, indicazioni di sorta, finalmente qualcuno disposto a farsi votare ci mette la faccia.
A breve i volti di Homer e Fonzie campeggeranno sui muri delle città accanto a quelli degli altri candidati alle elezioni. E, a confondere ancor più le idee alle nonne del paese, (rullo di tamburi) banchetti elettorali posizionati nelle principali piazze distribuiranno materiale dei due candidati. Pins, adesivi e bandierine come nella migliore tradizione delle campagne elettorali all’americana, insieme a volantini e cartoline con i punti del programma: «Più brillantina per tutti, più ragazze per tutti», «Nuove misure a favore della donna: 90-60-90» per Fonzie e «Più ciambelle per tutti, più birra per tutti», «Una ricetta per il Paese: ciambelle fritte» per Homer.

 



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categorie: la città utilitaristica, il grande circo

lunedì, 20 marzo 2006

* È ARRIVATA LA BELLA STAGIONE ::
La Rinascente rifà le vetrine: maglioncini di cotone, camicine con le maniche arrotolate, pantaloni colorati per lui e per lei. Alle spale dei manichini delle grosse spirali verdi: gli zampironi! E, sulla vetrina le vetrofanie di giganti zanzare bianche. Eggià, anche a Milano è arrivata la primavera!


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categorie: la città utilitaristica

giovedì, 09 marzo 2006

* MILANO E IL CORSERA ::
Guerra aperta? Pare di no. Ma su tutti vince Libero.


[mai nessuna fonte fu più autorevole degli edicolanti]



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categorie: la città utilitaristica

giovedì, 09 marzo 2006

* QUANDO C'ERA IL COMUNISMO ::
ovvero: Sem* intervista la signora che stira le camicie di suo marito


Le mie amiche si vestono tutte eleganti quando escono. Noi siamo abituate così, ma io sto iniziando a vestirmi come le donne italiane, comoda e in jeans.
A me non piace salire sugli autobus pieni di arabi. Il loro odore non mi piace. E sono maleducati. Quando senti la musica ad alto volume di uno che sta ascoltando la radio dal telefonino, invece, è sicuramente un latinoamericano.
Quando da noi c'era il comunismo si dava davvero molta impotanza alla cultura e altrettanta alle buone maniere. Nessun uomo si avvicina a una donna e le parla se lei non vuole dargli confidenza e, quando abbiamo bisogno di soffiarci il naso ci appartiamo, in modo che nessuno ci senta.
Una mia amica è fidanzata con un ragazzo turco, lui è piccolino mentre lei è più grossa di me. Stanno insieme da molto tempo ormai e stanno bene. Irina e il suo fidanzato egiziano, invece, si sono lasciati. Lui le ha detto che prima o poi tornerà in Egitto e che sua madre gli sta cercando moglie. Stanno molto male entrambi ma tanto sarebbe finita prima o poi.
Noi siamo donne libere, come le italiane, non possiamo capire le loro usanze.


[nella foto: un ritratto di una non meglio identificata A Laundry Maid Ironing dipinto intorno alla fine del 1700 da Henry Robert Morland]



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categorie: cosasifapercampare, la città utilitaristica, cosedafemmine

sabato, 04 marzo 2006

* COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO ::
La città in cui oggi vive Semerssuaq non è affatto così affascinante e modaiola come le amichelontane si immaginano e lapoverapiccola si chiude in casa anche sabatosera per leggere libri sulla psicologia infantile da cui attingere per realizzare ignobili interviste.
Intanto Sem*, per avere diritto di voto, si è iscritta in palestra (requisito fondamentale nella città utilitaristica per poter essere una donna realizzata).



non_ci_sono_solo_le_arance postato da: semerssuaq alle ore 21:18 | link |
categorie: la città utilitaristica, cosedafemmine





“Crediamo nostro dovere di avvertire il pubblico che, nonostante il titolo dell'opera e quanto ne dice il redattore nella prefazione, non possiamo garantire
l'autenticità di questa raccolta; che anzi abbiamo forti ragioni di pensare che non sia altro che un romanzoâ€.
(Pierre Choderlos de Laclos, I legami pericolosi)